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Intervista
di Floyd Channel a Ron Geesin. è famoso nell’ambiente floydiano
per la collaborazione con Waters per il 1. La tua carriera personale e musicale è ricchissima
e avventurosa. Mi rapporto ad esso con sentimenti contrastanti. Eccovene
due:
Ero in ottimi rapporti di amicizia con Roger e Nick,
e loro compresero che avevo delle idee grandiose e avventurose riguardo
all’arte musicale, e che sapevo scrivere musica; 3. Durante le registrazioni di Atom Heart Mother ti hanno raccontato qualcosa i vari componenti del gruppo riguardo a Syd Barrett ? No, ma un giorno si presentò ad Abbey Road, roteando lentamente su se stesso un paio di volte come un robot sgraziato, e poi se ne andò. 4. Quando è stata l'ultima volta che hai incontrato o sentito qualche componente dei Pink Floyd? Ho incontrato e parlato con Dave e Nick in occasione del funerale di Judy Waters. 5. Durante le registrazioni di Atom come ti è sembrato l'approccio dei vari componenti del gruppo verso una specie di opera classicheggiante, come può essere definita Atom heart Mother e, dal punto di vista tecnico, come li hai trovati? Volevano semplicemente “qualcosa di grandioso” e fornirono la forma base, sia in termini di accordi che di struttura complessiva. Loro fecero la loro parte, ed io la mia. 6. Eri soddisfatto delle esecuzioni dal vivo di Atom Heart Mother o avresti cambiato qualcosa ? Non ero per nulla soddisfatto, una volta uscii in lacrime dall’esecuzione in Hyde Park. Non vi furono abbastanza prove, e gli esecutori non erano proprio i migliori musicisti classici. Il direttore era inadatto, ma era meglio di quanto lo fossi io!!! Col senno di poi, avendo sentito quel lavoro eseguito da dilettanti molto ispirati a Lione, in Francia, nell’Aprile 2002 con un coro di 200 elementi, ho pensato che suonava davvero bene. Inoltre, gli ottoni avrebbero suonato molto meglio se fossero stati almeno il doppio. Ma, nella vita, c’è la realtà e c’è la speculazione!!!! 7. Parliamo di “Music from the Body”. Come l’avete composto? Avete lavorato sulle immagini del film o avete seguito le direttive del regista? E’ difficile ricordarsene adesso!!! Se Ti riferisci
al film “The Body”, il regista Roy Battersby scelse dove
voleva inserire una canzone, un’atmosfera strumentale od elettronica,
lasciandoci poi abbastanza liberi di decidere il contenuto di ciascuna
sezione. Per quanto attiene all’album “Music From The Body”,
rifacemmo tutte le canzoni (perché erano state fatte di corsa)
e parte delle sezioni strumentali, e realizzammo due brani completamente
nuovi, “ Our Song” e “Body Transport” come una
vera e propria celebrazione della nostra amicizia e del comune senso
dell’umorismo. Roger suggerì di fondere e mixare tutti
i brani, per creare un viaggio più sostanziale. No!!! Quando Roger aveva il proprio palco, avevamo parzialmente perso i contatti. 9. Sei rimasto soddisfatto dal film e di come è stata inserita la musica ? Fondamentalmente sì. Ma successe una cosa stupida: la musica che faceva da sottofondo ai titoli medici era per violino e violoncello (“Red Stuff Writhe” sull’album), ed il regista, membro del Partito Rivoluzionario dei Lavoratori, disse che ciò rendeva i medici superiori. Così il brano fu lasciato fuori!!! Non ho tempo per la maledetta politica. 10. Tanti ci scrivono, chiedendo e sperando in un nuovo
disco dei Pink Floyd, o un nuovo tour, Con la morte del manager Steve O’Rourke nel 2003, penso che ognuno di loro dovrebbe abbandonare la Grande Macchina, ed incamminarsi, saltellare, balzare tranquillamente verso il viale del tramonto. 11.Roger Waters ha terminato la registrazione di Ca
Ira, o così almeno ha detto. C'è molto mistero attorno
a questa opera dalla interminabile gestazione. Non ne so nulla. Sono un patito di Wagner e di jazz nero!!! Roger dovrebbe essere lasciato tranquillo con la sua canna da pesca ed i suoi ricordi. Ma lo sarà? 12. Stop con i Pink Floyd, torniamo a Ron Geesin. Come si è evoluta la tua carriera, da un punto di vista sia stilistico, che da quello "commerciale", in questi anni ? Non parlerei di carriera, preferisco qualificare il
mio percorso come un saltellare ed un vacillare. Due sono i miei aspetti
principali: il musicista estroverso ed il compositore introverso. Anche
se vi è uno scambio, un’interazione tra questi ultimi,
essi sono rimasti molto distanti, forse necessariamente. Poi, il lato
compositivo si divide in “espressivo” e “commerciale”.
Ebbene, questi tre percorsi possono essere esaminati su più livelli,
ma una semplice spiegazione sta nel fatto che dovevo esprimere delle
idee ed anche, al contempo, guadagnarmi da vivere. 13. E' uscito il tuo nuovo disco, "Right through and Beyond". Puoi parlarcene ? ”Right through” è stato il mio miglior LP. Parla dell’attraversare delle porte che conducono all’ignoto. I brani extra per la riedizione in CD costituivano una Suite per l’Anno Nuovo commissionata dalla BBC (ma poi scartata) e sono stati realizzati contemporaneamente all’album. Sono legati a quest’ultimo dal tema e dallo stile. 14. Quali altri dei tuoi dischi consiglieresti ai fan dei Pink Floyd che sono curiosi di scoprire la tua musica ? Bella domanda!!! Il processo della scoperta parte più dalla guida interiore che non dall’essere guidati dall’esterno. “Right Through” è appropriato, perché si tratta di un viaggio. Il contrario è “Histery” che, sotto un certo profilo, è come il curiosare in una biografia. Comunque, tutto il tempo, l’energia e l’ispirazione che ho messo nei miei lavori li rende tutti egualmente interessanti da scoprire. 15. Gli artisti come te che hanno avuto successo ma non sono schiacciati da una fama eccessiva, possono permettersi un rapporto più personale e umano con i propri fan. Anche quando sei venuto a trovarci in Italia, molti del nostro fan club ti hanno incontrato e salutato con entusiasmo. Credi che questi sia importante, sia come persona che come artista ? Mi sono davvero goduto la visita. Certamente, è impossibile parlare con gli altri quando i Mun Floyd riempiono l’aria a tutto volume. E’ un’altra versione delle miscela introverso / estroverso: lavoro da solo così, quando esco, porto un po’ di quell’energia individuale per scambiarla liberamente con l’energia scintillante delle persone interessante. 16. Cosa c'è nel futuro di Ron Geesin ? “The Journey of a Melody”, che devo sicuramente terminare quest’anno, quando i miei programmi funzioneranno con MAC - OSX!!! Thank You Ron ! Intervista di Zack
Pirani e Stefano Magnani. |